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Il Giardino dell'altrove e della rinascita


Il giardino, simbolico ed immaginifico, si apre con un corso d'acqua attraversando il quale ci si purifica. Il passaggio non è facile, si è costretti a saltellare su piccole isole di pietra lavica sconnesse ed è posto al centro di una nuvola bianca e nera, a simboleggiare lo yin e lo yang, ovvero la complementarietà tra luce e buio. Al termine del percorso, si trova una grande scultura circolare che raffigura l'oroburo: il serpente che si morde la coda, simbolo di morte e rinascita.
Oltre il serpente, quindi oltre la morte, ci attende il giardino dell'eden, ricco di colori e frutti esotici al centro del quale è posto un uovo di bronzo, principio della nuova vita.
Davanti a noi, un morbido oceano verde è agitato dal vento e le piantine di alisso disseminate sulla cresta delle onde evocano la bianca spuma del mare.
Oltre il mare c'è un nuovo mondo, protagonista del quale sono due lune di bronzo, che ci guidano verso una intricata, fitta e presto invalicabile foresta primordiale.
Innumerevoli bambù rizomatosi corrono e si susseguono senza sosta lungo tutto il percorso, mentre svariate dracene spuntano all'improvviso come antichi candelabri insieme a grandi ciuffi di Noline dal rugoso tronco a bottiglia intervallate da nodose ed esperte radici di ulivi centenari ora generose ospiti di nuova vita.
Le palme, irrimediabilmente piegate dai venti e le variopinte liane rampicanti discendenti dal fusto dei grandi alberi del paradiso, segnano un percorso che evoca l'inizio e non già la fine.

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